La vittoria di Donald Trump può essere letta da un punto di vista politico, ma anche e soprattutto dal punto di vista della comunicazione, che ha visto i social media protagonisti dello scena mediatica.
Anche i più tradizionalisti e conservatori, in termini di comunicazione e marketing, devono fare i conti con una rivoluzione, iniziata ormai da anni, ma sempre in un certo qual modo sminuita o contenuta anche quando i risultati sono stati e sono lampanti. Oggi i social media hanno modificato e rivoluzionato il modo di comunicare, in tutti i settori, dalla politica, alla pubblicità, fino ai rapporti interpersonale.
È un dato con cui, volente o nolente, bisogna fare i conti, approcciandosi in maniera positiva, cercando di sfruttare la forza, le caratteristiche, e la tecnologia che questi new media mettono a disposizione.

Misurarsi con la comunicazione 2.0 è di vitale importanza per migliorare le tecniche comunicative, cavalcare l’innovazione ma soprattutto per evitare di aumentare un gap generazione inevitabile. Oggi i Millennials (18-34 anni) hanno superato i Babyboomers, questo passaggio può tranquillamente essere vissuto come uno spartiacque ma anche rappresentare una rivoluzione sia dal punto di vista demografico sia dal punto di vista culturale. Cambiano gli interpreti, cambiano i fruitori, cambia la comunicazione, più che nella sostanza, nei mezzi.

Oggi la sfida comunicativa si gioca su “come si comunica” invece che su “cosa si comunica”; conta molto di più il mezzo, il canale, il medium utilizzato, piuttosto che il contenuto in senso stretto. Nella comunicazione 2.0 è più importante come vengono dette e trasmesse le idee e i contenuti. Sfruttare la forza dei new media significa comunicare con un megafono digitale, ed è sicuramente una scelta vincente. L’impatto, la viralità e la trasversalità sono elementi più efficaci rispetto ad una argomentazione, tradizione. Può essere considerata la vittoria dell’apparenza sulla sostanza.

Se fino a qualche tempo fa i social godevano di scarsa considerazione nel mondo dell’informazione, oggi i new media sono cresciuti di peso, nell’arena mediatica, hanno aumentato la penetrazione tra i canali dell’informazione generale, e si sono ampiamente differenziati tra loro, offrendo servizi e utilizzi differenti. Lo smartphone ha sancito il passaggio del testimone dalla comunicazione tradizionale a quella 2.0.

In questa comunicazione rivoluzionata dalle tecniche digital e da strumenti come i social network l’idea diventa immediatamente post; un post si trasforma in un evento; un evento, diventa virale e condiviso, assumendo il ruolo di notizia, e la notizia va per forza raccontata. Questo rappresenta bene la forza intrinseca del social e del mondo digital.

Social Network sono strumenti efficaci, e facilitatori della comunicazione ma anche piattaforma “difficili da maneggiare”; ogni medium ha delle sue caratteristiche specifiche, un suo linguaggio, delle sue regole di funzionamento, un target specifico di riferimento. Non si possono utilizzare a caso, soprattutto se sono utilizzati a vocazione professionale, il rischio effetto boomerang è dietro l’angolo.

Le caratteristiche dei Social Media

  • Facebook:la piattaforma social più frequentata; la vera piazza mediatica; piattaforma multimediale dove linguaggi verbali e linguaggi non verbali sono ibridizzati: post scritti, immagini, collage, video e dirette; un luogo ideale per creare e far partire strategie comunicative e di marketing digitale.
  • Instagram: mette al centro l’importanza del visual marketing; è una piattaforma che fa risaltare il contenuto a forte valenza emozionale come può essere la foto;
  • Twitter: Concisione, informazione, interazione continua e velocità; è una piattaforma ideale per fare e ricevere informazione, dove l’obbligo di sintesi permette di creare contenuti immediati, diretti: ideali per la condivisione di dati.
  • Snapchat: un social giovane, per un target giovane; rappresenta la nuova frontiera del digital marketing;
  • YouTube:un mix tra approfondimento ed emozioni. L’efficacia del video come medium che enfatizza e approfondisce dei contenuti. Un ruolo emozionale che ben si sposa con lo storytelling.

In tutti gli eventi più importanti e seguiti (come elezioni politiche per esempio) i social media svolgono un ruolo di primo piano, sia come luoghi di discussione e informazione, vere e proprie piazze mediatiche, sia come strumento di comunicazione e pubblicità. Spesso assumono anche il ruolo di influencer per l’opinione pubblica: sostenendo una posizione, un candidato, influenzando l’opinione pubblica riguardo un argomento, e addirittura portando alla vittoria contro ogni previsione. I casi più recenti possono essere il voto sulla Brexit e la sfida elettorale per l’elezione americana tra Clinton e Trump.

Social Media e Politica

I social media rivoluzionando il modo di comunicare hanno radicalmente sovvertito anche le regole della comunicazione politica. I new media, Facebook in primis, rappresentano ottimi strumenti per la raccolta di finanziamenti e per la mobilitazione dell’elettorato.
Sono strumenti per intercettare potenziali elettori, per informare e creare coinvolgimento sia a livello di idee sia dal punto di vista emozionale. Esiste una grossa correlazione tra la quantità di informazioni e dati che arrivano ai potenziali elettore e il tasso di affluenza alle urne. I social network non riescono però a spostare i consensi, infatti la comunità che si “attiva” e commenta sulle piattaforme rappresenta una fetta di elettorato solida, già decisa e motivata.

Analisi dei Follower

La popolarità sui social, il numero di follower, ormai però equivale alla reale popolarità e alla possibilità di vittoria elettorale. Il numero dei follower in una confronto elettorale può fungere da traino, cioè galvanizzare la base, portando il candidato più popolare sui social ad essere effettivamente il candidato vittorioso nella consultazione. I social individuano il vincitore di un confronto basandosi sul numero dei follower, percepiti come una fotografia della popolarità. Una teoria basata sul concetto che è tendenzialmente più facile votare per uno volto conosciuto che per uno sconosciuto.

electiondayIl Caso Americano

Un piccolo sguardo all’attualità, analizzando brevemente il risultato sorprendente delle Elezioni Americane che hanno visto trionfare un outsider della politica come Trump, su un simbolo dell’establishment come Hilary Clinton.
I social media hanno avuto, come sempre del resto, un peso importante e determinante sull’andamento delle primarie e delle elezioni in generale. L’efficacia di internet si è verifica principalmente nella mobilitazione di supporters e nell’attività di foundraising, che rappresenta la vera benzina della campagna elettorale statunitense.

Trump e i Social Media

Dal punto di vista dei dati social Trump era vincitore da sempre. Trump ha vinto la corsa elettorale, vincendo ancora prima la sfida del digital marketing.
Numericamente molto più forte su Instagram, Facebook e Twitter; nettamente superiore per ciò che riguarda le ricerche su Google; più interessante per chi naviga il web.
Produttore instancabile di eventi mediatici e di notizie/affermazioni ad alta notiziabilità, Trump è stato proclamato Re de social, come forza, impatto e seguito. Questo risultato elettorale si può tranquillamente annoverare tra gli esempi più significativi della rivoluzione che sta vivendo la comunicazione in versione 2.0, ovvero la forma e il mezzo scelto trionfano sul contenuto.