Ad oggi, il numero di persone che cominciano la giornata nell’universo digital, invasi da foto, prodotti, nuove opportunità e news ha superato il miliardo. A inizio anno, erano oltre quattro miliardi gli utenti internet che navigavano nel mercato virtuale e oltre un miliardo i siti che provavano a mettersi in contatto con loro.

Per le startup che cercano di inserirsi nel mercato, questi dati sono allarmanti e la competizione può risultare soffocante.
Per catturare l’attenzione degli utenti che nutrono sempre maggiori aspettative, i brand devono raccontare delle storie. Non bastano più semplici advertising, serve un autentico storytelling, efficace e completo.
Le ultime ricerche di mercato dimostrano come i consumatori siano attratti dai brand che costruiscono storie avvincenti e si allontanino invece da quelli che raccontano storie che risultano false o troppo autocelebrative.

Storie troppo belle per essere vere: Theranos

Iniziamo con un aneddoto: ecco la storia di Theranos, azienda di Palo Alto che operava nel campo della health-technology.

storie

La compagnia ha fatto la sua fortuna attraverso un’elaborata narrativa autobiografica: la fondatrice era ritratta come un giovane prodigio e la sua tecnologia come un miracolo, parole che hanno generato aspettative altissime e sono riuscite a raccogliere circa 700 milioni di dollari in investimenti.

Il tutto si rivelò, poi, un castello di carte. L’impresa, con la sua storia inverosimile, raccoglieva migliaia di consensi ma trascurava i prodotti a tal punto che non venivano nemmeno testati, portando l’azienda al fallimento.
Questo breve aneddoto, realmente accaduto, dimostra come una storia ben raccontata sia in grado di generare enormi aspettative e di conquistare il cuore delle persone, portando benefici potenzialmente illimitati.

Tuttavia, se si costruisce una “trama” non adatta al nostro marchio, si rischiano conseguenze che possono influire negativamente sul modello di business: dall’attrarre clienti sbagliati al buttare soldi su strategie marketing che veicolano messaggi errati.

Ecco qualche consiglio per identificare e condividere le giuste storie.

Identificare l’audience

Per prima cosa, è importante definire una possibile audience per scegliere i canali più giusti sui quali raccontare la propria storia. Alcuni survey hanno dimostrato che i siti web sono la piattaforma preferita dai marketers, il 63% dei professionisti del marketing li predilige, seguiti dalle e-mail e dai social media.

Tenendo questi dati bene a mente, bisogna preoccuparsi di capire quali piattaforme e quali social il target prefissato consulta maggiormente. Una volta fatto, si passerà a creare e personalizzare la storia per renderla più efficace a seconda dei canali prescelti.

I clienti vogliono attenzione e l’impresa vuole che si sentano vicini al brand e ai suoi servizi.

Definisci uno scopo

Prima di raccontare una storia al target prescelto, iniziate raccontandola a voi stessi. Prendete tempo per definire la mission e la vision del vostro brand: se fosse un libro, cosa racconterebbe?
È importante coinvolgere anche le persone interne all’azienda che sono a contatto con questa realtà, perché sono coloro che vi aiuteranno a raccontarla. Costruisci un team per del sano brainstorming, cominciando dal principio: perché la compagnia è stata creata? Cosa si vuole raggiungere? Cosa siamo in grado di offrire ai possibili clienti?

Una volta definiti i contenuti, il tono e la forma, la storia è pronta per essere raccontata.

Nuove prospettive

Essere immersi nella realtà lavorativa rende difficile avere un’opinione obiettiva. Il fatto che il marchio provenga da una vostra idea, avete probabilmente una visione soggettiva che potrebbe non coincidere con quella del target.

Durante la creazione di una storia, risulta molto utile lavorare con individui che non sanno del brand e che di conseguenza possono offrire nuove prospettive.

Se il budget lo permette, collaborare con storieun brand-expert può fare la differenza, questi professionisti sono in grado di fare le giuste domande per arrivare al cuore della storia e possono aiutarvi ad allinearla con quella dell’audience.

Se l’assunzione di un brand expert o di un esperto di storytelling non fa parte del budget, non disperare. Un prezioso aiuto può essere fornito dai cosiddetti brand outsider, amici o tester al di fuori dell’azienda che portano un grande contributo: possono fornire opinioni più oggettive sul business.

In conclusione

Il valore di una grande storia non può essere quantificato, sebbene questa abbia un impatto altamente rilevante sui profitti. Quando le persone sono attirate, ispirate o semplicemente incuriosite da una storia, continueranno a mantenere alta l’attenzione; saranno incentivate a raccontarla ai loro amici ma, soprattutto, vorranno anche loro essere parte di questa storia.